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Calcestruzzo armato precompresso
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Il mweacalcestruzzo armato precompresso è un tipo di mweqcalcestruzzo armato caratterizzato da una tensione nella struttura allo scopo di migliorare le caratteristiche di resistenza della medesima. Viene utilizzata per sopperire alla scarsa resistenza a trazione del mwegconglomerato cementizio.
Contents
• Finalità
• Storia
• Utilizzi
• Vantaggi
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Finalità
Nella teoria classica del calcestruzzo armato, nelle sezioni inflesse il conglomerato è considerato non reagente agli sforzi di trazione: la resistenza a trazione del conglomerato è all'incirca un decimo della resistenza a compressione, e le zone di cemento ancora non fessurate sono situate nelle immediate vicinanze dell'mwfgasse neutro, rendendo così estremamente piccolo il contributo a momento flettente dato dagli sforzi di trazione nel calcestruzzo. Pertanto in una struttura inflessa o pressoinflessa (in fase fessurata), è considerata come sezione resistente quella parzializzata cioè quella costituita dal solo calcestruzzo compresso e dalle armature tese e compresse.
In questo modo si fa affidamento solo su una parte della sezione effettiva. Al fine di permettere l'utilizzo totale della sezione effettiva, si è previsto di applicare alla membratura in calcestruzzo armato uno stato di presollecitazione, creando artificialmente degli sforzi di compressione o di pressoflessione, capaci di provocare nella struttura uno stato di tensione permanente. Tale stato di tensione, che si va a sovrapporre a quello dovuto ai mwgacarichi di esercizio, deve essere tale da garantire un regime tensionale finale compatibile con le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo.
Se ad esempio si considera una trave inflessa semplicemente appoggiata, le sollecitazioni di flessione che si generano per effetto dei carichi esterni provocano un diagramma di tensioni normali mwgga farfalla (flessione semplice), e pertanto le fibre inferiori risultano tese. Poiché generalmente gli sforzi di trazione sono superiori alla relativa resistenza del conglomerato, in zona tesa insorgono fenomeni mwgwfessurativi.
Se invece si sottopone la trave ad un preventivo sforzo di compressione o pressoflessione, il diagramma finale delle tensioni normali presenterà, in corrispondenza del lembo inferiore, sforzi di trazione compatibili con il conglomerato o addirittura delle tensioni di compressione (sezione completamente compressa). In ambo i casi la sezione reagente di calcestruzzo coincide con la sezione trasversale effettiva della trave.
Storia
Nel 1933, nell'articolo mwhwIdees et voies nouvelles il costruttore mwiaEugène Freyssinet per la prima volta lasciò traccia scritta della parola mwiqprecontrainte, neologismo che definirà per tutti gli anni successivi la tecnica della precompressione. I primi tentativi di realizzare opere in calcestruzzo armato precompresso risalgono al 1888, ad opera di Doering. I risultati furono però deludenti, a causa della scarsa resistenza dei materiali adottati. Nel 1907 fu Koenen a riproporre la soluzione per ridurre le sollecitazioni nel calcestruzzo e migliorarne la durabilità. Usando, però, acciai con una resistenza molto bassa e un tasso di lavoro intorno ai 100mwig MPa, la precompressione veniva precocemente annullata dai fenomeni di ritiro e scorrimento viscoso del calcestruzzo.
I primi risultati soddisfacenti furono ottenuti applicando la presollecitazione nella produzione di tubi in calcestruzzo, ad opera della ditta italiana Vianini, nel 1925. L'intento comune era solamente quello di applicare una precompressione per evitare o ridurre la fessurazione del calcestruzzo, ignorando altri aspetti statici benefici del procedimento. I concetti base della moderna precompressione furono ideati da Freyssinet, che nel 1928 ne depositò il brevetto. Lo stesso ideatore dal 1936 utilizzò la tecnica della precompressione per quasi tutte le sue opere.
La più autorevole delle realizzazioni è probabilmente il ponte di Luzancy sulla mwjqMarna, non lontano da mwjgParigi, costituito da un'unica campata di luce pari a 55 m e con una carreggiata di 6 m di larghezza (più due marciapiedi di un metro). Nel maggio del 1949 viene creata l'Associazione Scientifica della Precompressione. Nel giugno del 1949 per la prima volta si riunirono a Parigi cinquanta ingegneri da tutto il mondo per studiare e discutere, sotto l'egida dell'Associazione Scientifica della Precompressione, questioni teoriche riguardanti l'applicazione di tale tecnica.
Nell'ottobre del 1950 quattro ingegneri (l'italiano Rinaldi, l'olandese Bruggeling, l'inglese Gooding e lo spagnolo Conde) richiesero ufficialmente la formazione di una specifica federazione internazionale, che venne costituita due anni dopo. Da allora la precompressione ebbe la definitiva affermazione e la debita divulgazione negli ambienti interessati.
Tra i pionieri dell'uso del cemento armato precompresso in Italia e creatore del brevetto Morandi M5 nel 1948 si annovera l'ingegnere mwkqRiccardo Morandi, i cui mwkgviadotti strallati hanno i tiranti in calcestruzzo armato precompresso.
Modalità costruttive
I processi industriali per realizzare la precompressione sono sostanzialmente di due tipi, entrambi contemplati nelle mwlqnorme tecniche:
• a cavi (o fili) aderenti (cavi pre-tesi, messi in tensione prima di getto e solidificazione del calcestruzzo)
• a cavi (o fili) scorrevoli (cavi post-tesi, messi in tensione dopo il getto e solidificazione del calcestruzzo)
Sistemi a cavi aderenti (cavi pre-tesi)
Nel sistema di precompressione a cavi aderenti, una volta disposta la mwmwcassaforma e l'eventuale armatura lenta, prima che venga eseguito il getto di calcestruzzo, i cavi di precompressione vengono tesi fra due supporti fissi ed esterni. Successivamente viene effettuato il getto di calcestruzzo che avvolge i cavi pretesi. Avvenuta la maturazione del conglomerato in particolari condizioni di temperatura ed umidità, il cavo viene svincolato dagli ancoraggi fissi.
Il conseguente accorciamento elastico del cavo viene contrastato dal calcestruzzo, oramai indurito, al quale viene trasferito, per aderenza, lo sforzo di compressione. In corrispondenza della testata della trave, le estremità delle armature tagliate devono essere protette contro il pericolo della mwnqcorrosione mediante un ricoprimento di adeguati materiali protettivi o con un getto di calcestruzzo in opera.
Il sistema a cavi aderenti trova generalmente applicazione nel campo della prefabbricazione di piccoli elementi strutturali, quali travi per impalcati di luce modesta, ecc. La realizzazione di elementi pretesi in cantiere risulta invece più difficile e costosa.
Sistemi a cavi scorrevoli (cavi post-tesi)
Nel sistema di precompressione a cavi post-tesi, prima del getto del calcestruzzo nelle casseforme si predispongono l'armatura lenta e gli alloggiamenti (guaine) che dovranno accogliere i cavi di precompressione, i quali portano alle estremità degli speciali ancoraggi. Il getto viene costipato per mezzo di mwpqvibratori ad ago o a lamina oppure mediante mwpgvibratori esterni, facendo attenzione a non deteriorare le guaine dei cavi. Avvenuta la maturazione del calcestruzzo, si infilano i cavi nelle guaine e si effettua la tesatura, mediante martinetti idraulici, prendendo contrasto in corrispondenza delle testate della trave.
In questo modo lo stato di precompressione si stabilisce all'atto stesso dell'operazione di messa in tensione dei cavi. Infine si provvede a riempire i fori di alloggiamento dei cavi mediante iniezione con malta sotto pressione. L'iniezione dei cavi scorrevoli ha uno scopo principale, vale a dire proteggere l'acciaio di precompressione dalla mwqacorrosione indotta dagli agenti atmosferici.
La solidarietà tra cavi e calcestruzzo non modifica lo stato di mwqgcoazione, poiché gli sforzi mutui sono localizzati in corrispondenza delle testate delle travi. Il profilo (la forma) della guaina deve essere studiato in modo tale da consentire il corretto trasferimento delle forze di precompressione dalle armature al calcestruzzo. Questo sistema di precompressione viene utilizzato principalmente per la realizzazione di travi di grande luce, quali ad esempio gli impalcati da ponte.
Caratteristiche delle guaine
Le guaine devono avere forma regolare, preferibilmente cilindrica, e devono avere una sezione idonea a garantire l'infilaggio dei cavi e la successiva iniezione; l'area libera del condotto deve risultare comunque non inferiore a 4mwrq cm². Durante la posa delle guaine si deve prevedere un numero adeguato di punti di fissaggio per evitare un andamento serpeggiante delle stesse. Inoltre bisogna evitare che la guaina abbia brusche deviazioni o cambiamenti di sezione. Per evitare sacche d'aria durante l'iniezione, si devono disporre, nei punti più alti del cavo, dei dispositivi di sfiato.
Caratteristiche della malta di iniezione
La malta da utilizzare per l'iniezione dei cavi scorrevoli deve essere sufficientemente fluida, perché si possa correttamente iniettare nei canali, e stabile con minimo mwsaritiro e adeguata resistenza e non deve contenere agenti aggressivi, quali cloruri, solfati, nitrati, ecc. Deve essere composta da mwsqcemento, acqua ed eventuali mwsgadditivi.
Operazioni di iniezione
Fino al momento dell'iniezione dei cavi occorre proteggere l'armatura dall'ossidazione. Prima dell'iniezione bisogna:
• impastare la malta e mantenerla in movimento per evitare la formazione di grumi;
• pulire i cavi.
Successivamente si procede all'iniezione che deve avvenire con continuità senza interruzioni ed entro 15 giorni a partire dalla messa in tensione dei cavi. Di norma l'iniezione si deve effettuare dal più basso ancoraggio o dal più basso foro del condotto. La malta che esce dagli sfiati deve essere analoga a quella alla bocca di immissione e non contenere bolle d'aria; una volta chiusi gli sfiati, si mantiene una pressione di 5 mwuqatm fin tanto che la pressione permane senza pompare per almeno 1 minuto. Una volta terminata l'iniezione bisogna avere cura di evitare perdite di malta dal cavo. Per condotti di grande diametro può essere necessario ripetere l'iniezione dopo circa 2 ore. Non è ammessa l'iniezione con aria compressa.
Zone di ancoraggio
Gli apparecchi di ancoraggio, ubicati in corrispondenza delle testate della trave, devono essere protetti contro il pericolo della mwwacorrosione mediante un ricoprimento con adeguati materiali protettivi o con un getto di calcestruzzo in opera. In corrispondenza delle testate delle travi, dietro gli apparecchi di ancoraggio si deve disporre una armatura di mwwqfrettaggio, atta ad assorbire le tensioni di trazione trasversali alle barre di precompressione o mwwgbursting stresses (la cui risultante viene chiamata mwwwforza di fenditura o mwxasplitting force), derivanti dalla mwxqdiffusione a bottiglia delle forze concentrate di precompressione, ivi comprese le eventuali reazioni vincolari. Poiché la zona di ancoraggio è una mwxgD region questa può essere studiata mediante un mwxwmodello tirante - puntone o altre rappresentazioni appropriate.
Acciai per precompressione
Gli acciai da precompressione o mwygacciai armonici sono contraddistinti da un comportamento nettamente diverso rispetto a quello degli acciai da cemento armato ordinario (acciai per mwzaarmatura lenta). Infatti gli acciai armonici sono caratterizzati da una elevata resistenza meccanica (elevato valore del carico di mwzqsnervamento) e da una deformazione plastica relativamente bassa all'atto della rottura. Comunque, tali acciai devono avere adeguata duttilità all'allungamento. Come si vedrà in seguito, non essendo necessario garantire proprietà di saldabilità, si utilizzano tenori di carbonio più elevati rispetto agli acciai per cemento armato ordinario.
Produzione
L'elevata resistenza è dovuta principalmente alla composizione chimica e precisamente ai seguenti quattro provvedimenti:
• aumento della percentuale di carbonio nella lega: si passa dallo 0,2% circa degli acciai per cemento armato ordinario (acciai dolci) allo 0,6% di un acciaio armonico (acciai duri);
• mwcaincrudimento mediante lavorazione a freddo (processo di mwcqtrafilatura);
• trattamento termico di mwcwtempra o di mwdapatentamento.
Caratteristiche meccaniche
Le caratteristiche meccaniche degli acciai per armature di precompressione possono variare a seconda della tecnologia produttiva, della composizione chimica dell'acciaio, delle dimensioni e della geometria. Di norma le tensioni di rottura sono da 1,9 a 3,3 volte maggiori a quelle fornite da un classico tondino di ferro per armature lente di tipo FeB44k. Indicativamente, con barre di diametro 12 ÷ 40mwdw mm si può ottenere una resistenza a trazione nominale di 900 ÷ 1400 MmweaPa; con fili trafilati a freddo di diametro 3 ÷ 12mweq mm si ottengono valori di 1500 ÷ 1800mweg MPa; con trefoli a 7 cavi di diametro 7 ÷ 18mwew mm si può arrivare a 1700 ÷ 2000mwfa MPa. Nel sistema di precompressione a cavi aderenti, per migliorare l'aderenza tra acciaio e calcestruzzo, si usano trecce di fili di piccolo diametro, mentre nel sistema di precompressione a cavi scorrevoli sono molto diffusi i cavi costituiti da fili di 5 ÷ 7mwfq mm e le barre da 26mwfg mm.
Curva tensioni - deformazioni
Il diagramma σ - ε (tensione - deformazione) di un acciaio armonico è sostanzialmente una bilatera. Presenta un secondo tratto mwiqincrudente, assenza di mwigsnervamento e limitate deformazioni plastiche. Gli allungamenti percentuali sono, infatti, molto più bassi di quelli tipici di un acciaio dolce. La tensione di snervamento si determina dal diagramma; essa deve essere compresa tra il 75% e il 95% della corrispondente tensione di rottura. Se lo snervamento non è chiaramente individuabile, esso è sostituito da fmwiw(0,2) che rappresenta il valore della tensione a cui corrisponde una deformazione plastica residua dello 0,2% che deve risultare compresa tra l'80% e il 95% della corrispondente tensione di rottura.
Classificazione
Secondo l'Eurocodice 2 gli acciai armonici vengono classificati in base al valore caratteristico della tensione di snervamento allo 0,1%, che si indica con fmwjgp(0,1) k.
La fmwkap(0,1) k rappresenta il valore della tensione a cui corrisponde una deformazione plastica residua dello 0,1%.
Gli acciai armonici vengono classificati anche in base alla tensione di rottura a trazione (fmwkgpk) in base alle dimensioni e caratteristiche superficiali e in base al comportamento a mwkwrilassamento.
In base a quest'ultima grandezza l'Eurocodice 2 definisce tre classi di rilassamento:
• Classe 1: per fili e trefoli - alto rilassamento;
• Classe 2: per fili e trefoli - basso rilassamento;
• Classe 3: per barre.
Tipologia delle armature
L'armatura per precompressione può essere fornita sotto forma di:
• mwnqfilo: prodotto trafilato a sezione piena con diametro variabile tra 5 e 8mwng mm che viene fornito in rotoli lisci o anche muniti di tacche che servono a migliorare l'aderenza con il calcestruzzo e a favorire l'ancoraggio. Per le strutture ad armatura pretesa non possono essere utilizzati i fili lisci;
• mwoabarra: prodotto laminato a sezione piena che viene fornita in rotoli o in elementi rettilinei di 25 m di lunghezza. Sono in genere fornite di risalti per favorire l'aderenza;
• mwogtreccia: fornita in rotoli costituite da gruppi di 2 o 3 fili avvolti ad elica intorno al loro comune asse longitudinale; diametro, passo e senso di avvolgimento dell'elica sono uguali per tutti i fili della treccia;
• mwpatrefolo: fornito in rotoli, realizzato da gruppi di fili avvolti ad elica in uno o più strati intorno ad un filo rettilineo disposto secondo l'asse longitudinale dell'insieme e completamento ricoperto dagli strati. Il passo e il senso di avvolgimento dell'elica sono uguali per tutti i fili di uno stesso strato.
Utilizzi
L'utilizzo principe delle travi in c.a.p. è per i mwpwviadotti stradali e ferroviari e per gli mwqaacquedotti. Tutti i viadotti dell'mwqqA24 - strada dei parchi, per esempio, sono realizzati in c.a.p. Vi sono esempi di coperture in elementi mwqgprefabbricati che uniscono la funzione di trave a quella di copertura, soprattutto per locali che hanno bisogno di grandi luci prive di pilastri (hangar mwqwaeroportuali, capannoni di acciaierie o industrie pesanti in genere, capannoni di industrie navali, mwrapalestre e mwrqpiscine mwrgolimpiche ecc.). In generale, maggiore è la luce da coprire e più il c.a.p. diventa economicamente conveniente rispetto al mwrwcalcestruzzo armato tradizionale (che comunque ha dei limiti nelle luci superiori ai 9-10 metri). Un utilizzo ormai comune è anche per la costruzione di mwsatraversine ferroviarie.
Vantaggi e svantaggi
Vantaggi
Il calcestruzzo armato precompresso si realizza raramente in opera e quasi esclusivamente in officina. Questo permette di controllare in modo attento la composizione del calcestruzzo, la sua omogeneità e la sua qualità, in modo da ottenere manufatti adeguati agli standard qualitativi attualmente richiesti dall'edilizia; permette altresì di ovviare ai problemi relativi alle analisi mwtachimiche di legge sul getto e sull'acciaio, e vi è un unico responsabile (la ditta produttrice) di eventuali difetti o mancanze della trave stessa. Le strutture in calcestruzzo armato precompresso hanno degli intervalli di mwtqmanutenzione molto distanziati (grazie sempre ai maggiori e migliori controlli che possono essere realizzati in officina), il che riduce i costi di manutenzione dei complessi edilizi.
Una trave in calcestruzzo armato precompresso è più leggera di una trave in cemento armato o in acciaio (non trave reticolare) che deve reggere lo stesso peso. Rispetto alle travi reticolari in acciaio, ha una migliore resistenza al mwtwfuoco, agli urti, agli eventi straordinari e agli mwuaagenti atmosferici, ed ha una minore flessibilità (che questo sia un vantaggio o uno svantaggio dipende dal progetto).
Svantaggi
La trave in calcestruzzo armato precompresso ha bisogno di essere trasportata in opera: questo può creare dei seri problemi di mwuwlogistica del cantiere, perché le travi possono essere lunghe anche 30 m e larghe 4–5 m e pesare diverse decine di tonnellate. Significa che un singolo camion può trasportare una o al massimo due travi per volta: questo aumenta notevolmente i costi di cantiere, anche perché spesso le travi devono fare tragitti di centinaia di chilometri. Rispetto a una trave reticolare in acciaio, il manufatto è più pesante.
Bibliografia
• mwvwCarlo Cestelli Guidi, Cemento armato precompresso. Teoria, esperienze, realizzazione, 7ª ed., Hoepli, 2013, ISBN 8820356864.
Voci correlate
• mwwwCalcestruzzo
• mwxqCemento
• mwxwDesignazione acciaio
• mwyqFlessione (meccanica)
• mwywDilatazione termica
• mwzqFrettage
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su calcestruzzo armato precompresso
Collegamenti esterni
• mw1aaicap - Associazione Italiana Calcestruzzo Armato e Precompresso, su associazioneaicap.com.
• citerefbritannica-com(EN) prestressed concrete, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.